24 gennaio 2026
(a cura di Fernando Ciapparoni)
Premessa
L’obiettivo di questo articolo, sesto della serie “brainstorming”, è quello di scandagliare con profondo dettaglio i certificati con Ferrari come sottostante. In pratica mettiamo Ferrari ai Raggi X e vediamo cosa ne esce.
Panoramica su Ferrari
Ferrari (ticker RACE alla borsa di Milano, ma è quotato anche al Nyse) è la massima espressione del “Made In Italy”. È un titolo automobilistico, ma di fatto è più un titolo di lusso.
In questo momento è in una situazione cruciale perché deve preservare l’identità Ferrari col passaggio all’elettrico.
Andamento in borsa degli ultimi anni
Di seguito l’andamento di Ferrari alla borsa di Milano negli ultimi 5 anni:
Il titolo è passato dai 175 euro di cinque anni fa agli attuali 285 euro con una performance del 63% al netto dei dividendi. Ma è anche vero che ha stornato oltre il 35% dai massimi di circa un anno fa (480 euro). Non è un periodo facile per il settore, ma la “qualità” del brand e la recente discesa ne fanno un titolo appetibile nei certificati di investimento.
Un po’ di dati degli ultimi tre anni:
- Variazione 3 anni: +22,80%
- Massimo 3 anni: €482
- Minimo 3 anni: €232
- Prezzo attuale: €285 (23/1/2026)
- Range 52 settimane: €285 – €488
- Performance YTD (da inizio 2026): -10,5%
- Performance 6 mesi: -34%
- Performance 1 mese: -10,8%
È evidente che il titolo era salito assai ed ora è risceso abbastanza violentemente e questo fatto dobbiamo tenerlo in conto nella scelta dei prodotti per il nostro portafoglio.
Selezione di certificati
Ci sono ad oggi 307 certificati con Ferrari come sottostante. È necessario fare una piccola scrematura e poi dividere la risultante in sezioni.
Per prima cosa eliminiamo dalla lista tutti quelli che hanno una barriera continua (anche no, grazie), quelli in dollari (non vogliamo aggiungere il rischio cambio), i pochi reverse (nella prossima vita) e quelli con rendimento cedolare proprio basso. Arriviamo così a 193 che è un numero onesto per fare un po’ di analisi 😊.
A questo punto dobbiamo ragionare sulle barriere ma, stante che l’obiettivo era fare i Raggi X, non scartiamo proprio nulla, se non tutti quelli che andranno in autocall al prossimo giro e quelli che hanno un payoff annuo minore del 9%. A questo punto, dopo aver ricalcolato il payoff annuo sulla base dell’ask di venerdi 23 gennaio 2026 segmentiamo i 179 certificati che abbiamo ottenuto sulla base del buffer residuo.
Certificati con Ferrari e Buffer negativo
Ho voluto inserire questa tabella di prodotti con Ferrari come sottostante e con buffer negativo (qualunque esso sia) perché potrebbero riservare una sorpresa in futuro. Mi spiego meglio, questi prodotti sono finiti sotto barriera ed hanno una quotazione penalizzante ma se il Worst Of recuperasse… porterebbero in dote un payoff significativo.
Prendiamo per esempio il BNP Paribas NLBNPIT1RSE9 su Ferrari, Porsche AG (WO a -62%) e Tesla. È sotto barriera capitale di 5 punti e quota in Bid a 61 (non è in bid only). Vediamo lo scenario:
Il prodotto ha sei mesi di vita residua. Se Porsche AG recupera 5 punti a scadenza regala un payoff annuo del 148,5% (73,8% assoluto) ma se non recupera…. Attualmente è a premio del 37,6%. Beh, ha il suo bel rischio e non è per cuori leggeri, ma ha il suo…fascino!
Un altro esempio? Si dai, questo a breve termine 😊. Prendiamo il Citigroup XS2872766139 su Ferragamo, Ferrari (WO a -41%), Leonardo e Bper Banca. Il Worst of si trova un punto sotto barriera capitale e il prodotto quota in ask 763 (non è in bid only). Vediamo lo scenario:
Il prodotto ha un mese di vita residua. Se Ferrari recupera 1,5 punti a scadenza regala un payoff annuo del 354,1% (34,4% assoluto in un mese) ma se non recupera…. Attualmente è a premio del 22,7%. Beh, questo ha un rischio più basso e un potenziale guadagno monstre!
Da questa tabella ho eliminato tutti quelli con buffer negativo oltre il -25% perché va bene il gusto del rischio ma ad un certo punto diventa una scommessa priva di senso. Vediamoli tutti, sono 17, tutto sommato per curiosità. Attenzione vanno presi con le molle, coscienti del rischio significativo e in dose omeopatica. Il rendimento annuo in viola rappresenta il caso migliore perché il prodotto si trova sotto barriera e lo scenario va visto per benino.
Certificati con Ferrari con Buffer Positivo
Troviamo 162 certificati con Ferrari e buffer positivo. Li segmentiamo come segue:
- Certificati con Ferrari Worst of e buffer fra 0 e 20%
- Certificati con Ferrari Worst Of e buffer 20%+
- Certificati con Ferrari Worst Of e buffer 25%+
- Certificati con Ferrari Worst Of e buffer 30%+
- Certificati con Ferrari Worst Of e buffer 35%+
- Certificati con Ferrari Worst Of e buffer 40%+
- Certificati Con Ferrari Worst Of Automotive
- Certificati con Ferrari Worst Of Altri
- Certificati con Ferrari buffer positivo Airbag
- Certificati con Ferrari buffer positivo Softcall
- Certificati con Ferrari buffer positivo Fixed
Come Scegliere i Prodotti Dalle Liste
Abbiamo elencato, segmentati in vari modi, poco meno di 200 prodotti con caratteristiche assai diverse. Ora sorge il problema di come “scremare” o meglio scegliere qualcosa che sia di nostro gradimento. Iniziamo col dire che il certificato perfetto o quello migliore non esistono. Esisterà quello che meglio si confà alle nostre caratteristiche in termini di payoff atteso e rischio correlato. In genere payoff e rischio vanno a braccetto ma è evidente, per la struttura di questo tipo di prodotti, che ad un certo punto la crescita del rischio non è più lineare con la crescita del payoff atteso. Magari per salire del 20% sul payoff saliamo del 50% sulla curva del rischio.
Quella che va in qualche modo trovata è la frontiera efficiente (Teoria del Portafoglio di Markowitz, per quelli bravi) non per il portafoglio ottimale, ma per la scelta del prodotto da aggiungere al nostro portafoglio; cercando di trovare:
- il massimo rendimento atteso per un dato livello di rischio, oppure
- il minimo rischio possibile per un dato rendimento atteso.
In altre parole, dobbiamo cercare quello che rappresenta il miglior compromesso rischio/rendimento ottenibile. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi 😊soprattutto per via di diversi bias personali che influiranno per forza di cose la nostra scelta (non voglio titoli americani, Stellantis mi sta sulle scatole, con Kering ci ho perso due anni fa, Porsche non mi piace, quell’emittente è chiacchierato…).
Facciamo Alcuni Esempi?
Si certo 😊 ma prima chiariamo alcuni semplici aspetti. L’investitore prudente potrebbe pensare di scorrere le tabelle verso dx per fiondarsi su quella a massimo buffer e su quella con Airbag e/o Fixed. In linea di principio potrebbe essere la scelta giusta ma, con riferimento a quanto detto nel paragrafo precedente, potrebbe non essere la scelta più efficiente. Spesso prodotti con sottostanti uguali o simili (da un punto di vista della volatilità) emessi in momenti diversi e/o da emittenti diversi hanno strutture e payoff assai distanti. Dobbiamo scansare quelli “scarsi” e scegliere quelli che rendono di più a parità di rischio atteso.
Facciamo un paragone fra Unicredit DE000UG7YLB7 e Marex IT0006771452
Scadenza simile (4 mesi di sfrido) Stesso Worst of (Ferrari), due titoli in comune (Enel e Stellantis), il primo ha poi STMicroelectronics (vol. 42,06) il secondo ENI (vol. 19,44). Entrambi si comprano un paio di punti sotto la pari. Vediamo gli scenari:
La differenza di vola del 4 sottostante e i 4 punti di buffer di differenza valgono il 30% di payoff fra i due prodotti? Direi proprio di no. Il secondo è assai meglio del primo. Perché, vi domanderete. Direi tre fattori:
- differenza di rating fra i due emittenti (a favore di Unicredit)
- differenza di “generosità” a favore di Marex sui payoff
- differenza di volatilità: a inizio luglio 2025 (emissione Unicredit) era più alta di quella di fine ottobre 2025 (emissione Marex)
la mia scelta va comunque sul Marex senza se e senza ma, nonostante questo sono sicuro che anche quello Unicredit avrà i suoi estimatori.
C’è di meglio? Certo, c’è sempre di meglio, non in assoluto come abbiamo visto, ma relativamente a determinate condizioni al contorno, fra le quali il rischio atteso la fa da padrone.
Esaminiamo ora il Marex IT0006771684 su Ferrai (WO a -16,9%), Stellantis, Unicredit e BNP Paribas. Cash Collect barriera 40% con un payoff del 15,6% annuo. Vediamo lo scenario:
Direi che è uno scenario che si fa apprezzare assai. Si compra poco sopra la parità nonostante il WO sia ben sotto lo strike. La sua “bellezza” sta nel fatto che la discesa di Ferrari lo terrà in vita un bel po’, garantendo una significativa cedola di 1,334 mese mantenendo il suo prezzo alto nonostante l’assenza dell’airbag per via dello step down aggressivo di 1,5 punti mese (ora è al 93%).
Prima di chiudere vediamo quello che per il mio profilo è in cima alla classifica: il Marex IT0006772922 su Banco BPM, Ferrari (WO a -5,2%), Stellantis e Unicredit. Cash Collect Fast barriera 35% con un payoff del 15% annuo. Vediamo lo scenario:
Io lo trovo pazzesco, penso e spero anche molti di voi 😊.
Conclusioni e File
Sono sicuro che qualcosa di buono avete trovato 😊. In ogni caso con questo sottostante ci sono sul mercato tantissime soluzioni con strutture veramente accattivanti dove si può approfittare, prendendosi il giusto rischio, del recente calo di Ferrari. Tutte le tabelle descritte le potete trovare Qui (link al file excel) in cui come sempre i certificati sono elencati per scadenza crescente, con il buffer barriera in blu e il rendimento annuo in rosso ricalcolato sulla base dell’ask di venerdi 23 gennaio 2026. A voi la scelta.
Buon gain a tutti!
[immagini: CedLabPro, Google Finance ed elaborazioni personali Excel]
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