Avendo venduto tutta la carta disponibile del certificato su bancari emesso a fine 2025, l’emittente BNP PARIBAS ha prontamente strutturato un certificato quasi fotocopia, sempre Fast Cash Collect, sempre quei cinque sottostanti bancari e con lo stesso rendimento del 24% lordo p.a.

Verrà emesso in data 7/01/2026 e farà strike il 9/01/2026.

ISIN: NLBNPIT32AG3

SOTTOSTANTI: MPS/ COMMERZBANK/ BARCLAYS/ BANCO BPM/ BBVA

RENDIMENTO: 2% lordo al mese (24% lordo p.a.)

BARRIERE: 60% per barriera a scadenza per il flusso cedolare (nel precedente la barriera capitale era al 55%)

AUTOCALL: dal secondo mese (9 marzo) con trigger al 95%, e successivo step down -1% al mese (come il precedente), fino all’ 80%.

SCADENZA: 18 mesi, 9 luglio 2027 (liquidazione 20/7/27)

Volatilità implicita media: 31,9%, non distante da quella storica 28,5%. Commerzbank è la più volatile (38,1%), BPM la meno volatile (27,6%), in leggero calo rispetto alla settimana scorsa [fonte CedLab]

STRIKE: gli strike saranno fissati venerdì 9, esattamente una settimana dopo il vecchio certificato. Non dovrebero esserci differenze sostanziali tra questi valori nei due certificati.

La descrizione del paniere risulta inevitabilmente la copia del vecchio certificato, emesso solo una settimana fa.
Del settore bancario ormai ne parlano tutti, e ogni strategist pubblica sui giornali finanziari la propria view per il 2026.
Ma rimane il fatto che le banche italiane ed europee, che hanno registrato performance eccezionali nel 2025, si preannunciano ancora solide per il prossimo anno, sebbene con una crescita verosimilmente più moderata, ma sostenute da un contesto macroeconomico favorevole, continuando a beneficiare di una crescita economica positiva e soprattutto per l’intensa attività di M&A (con l’acceso dibattito sulle fusioni e acquisizioni che potrebbero ridisegnare il panorama bancario) e di digitalizzazione, con l’implementazione dell’intelligenza artificiale.
Senza dimenticare che il settore dovrà affrontare alcune sfide, legate a pressioni geopolitiche, a potenziali aumenti dei crediti in sofferenza e all’incertezza normativa per nuove imposte.

In conclusione: un prodotto finanziario come questo certificato, caratterizzato da un ampio margine difensivo e da un più che significativo rendimento, appare idoneo per affrontare anche queste sfide.

VANTAGGI: emittente con ottimo rating, rendimento, struttura fast, correlazione, durata, cedole a memoria, vantaggi fiscali

SVANTAGGI: perdita in conto capitale qualora a scadenza il titolo Worst sia sceso sotto barriera, rischio emittente come per tutti i Certificati d’investimento

 

DIFFERENZE rispetto al precedente (NLBNPIT300V5)

  1. DURATA: durata inferiore, 18 mesi vs 24 mesi
  2. BARRIERA a scadenza: più alta, 60% vs 55%
  3. STRIKE: ancora da fissare, ad una settimana uno dall’altro.

 

Rischi certificato: Rischio emittente: i certificati sono equiparati ad obbligazioni senior non garantite e non privilegiate. Per questi motivi, tali strumenti finanziari sono soggetti al rischio default emittente. Rischio di mercato: i certificati incorporano il rischio di una variazione significativa del valore dei sottostanti; il sottoscrittore potrebbe incorrere nella perdita parziale o, nel caso di default del sottostante, totale del capitale investito.

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